Ferrara per Voi

 

 Visita guidata alla mostra

"Turner e l’Italia"

 

Ferrara – Palazzo dei Diamanti

16 novembre 2008 – 22 febbraio 2009

"Archiviato positivamente Miró, Ferrara Arte è al lavoro per la grande mostra d’autunno, dedicata a "Turner e l’Italia" annunciata ai Diamanti dal 16 novembre 2008 al 22 febbraio 2009.

L’organizzazione della mostra dedicata al più grande pittore romantico è in una fase ormai molto avanzata. Novità importanti hanno caratterizzato il lavoro di queste ultime settimane. Prima fra tutte la trattativa con la Tate di Londra, proprietaria della più importante collezione di Turner del mondo, che ha accordato alla mostra un prestito eccezionale che permetterà di presentare a Palazzo dei Diamanti ben 12 olii, 19 acquerelli e 3 preziosi taccuini di disegni realizzati duranti i viaggi in Italia, tutti capolavori assoluti delle diverse stagioni della produzione dell’artista. Tra questi il celeberrimo Roma vista dal Vaticano del 1820, panorama della città eterna con Raffaello e la Fornarina.

Oltre a questo formidabile obiettivo, la mostra ha ottenuto prestiti eccezionali da ogni parte del mondo, ad esempio capolavori provenienti da musei americani. Lo Yale Center for British Art di New Haven (Connecticut), la più importante e prestigiosa collezione di arte britannica al di fuori dell’Inghilterra, ha concesso in prestito uno dei più bei dipinti della prima maturità dell’artista, Il lago d’Averno: Enea e la Sibilla Cumana, del 1814-15. Sempre dagli Stati Uniti provengono il dipinto della Huntington Library di San Marino (California), Giovani pescatrici napoletane sorprese al bagno al chiaro di luna del 1840, una stupefacente visione notturna illuminata dai riflessi iridescenti della luna e dal Vesuvio in eruzione, così come una delle più celebri vedute veneziane di Turner, Arrivo a Venezia del 1844, generosamente concessa in prestito dalla National Gallery di Washington. Dal Canada arriverà invece a Ferrara un’importante tela del 1834, La fontana dell’indolenza, appartenente alla Beaverbrook Art Gallery di Fredericton.

Grazie a questi e altri capolavori, che documentano lo strettissimo rapporto che Turner ha avuto con l’arte e il paesaggio italiani, questa mostra presenterà l’intero percorso artistico di questo genio della pittura."

(testo: sito web di studioesseci)

 

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Artefice di un’autentica rivoluzione pittorica, Turner ha dato vita ad un tipo di paesaggio del tutto nuovo, saturo di luce e di colore, che ha anticipato l’impressionismo. L’Italia ha avuto un ruolo fondamentale nella maturazione del suo genio visionario e della sua arte, offrendogli l’ispirazione per alcuni dei suoi più celebri capolavori.

Turner e l’Italia è la prima mostra che indaga in maniera sistematica il rapporto che legò il grande pittore romantico al nostro paese, ripercorrendo tutta la sua carriera, dagli esordi alla tarda attività.

Ad accogliere il visitatore sono le emozionanti testimonianze del primo contatto con l’Italia: pittoresche vallate alpine e sublimi scenari montuosi ritratti lungo il cammino che, nel 1802, lo portò in Valle d’Aosta. Al rientro in Inghilterra, le opere dei maestri del passato tennero vivo in lui il ricordo del nostro paese, ispirandogli meravigliosi paesaggi senza tempo in cui Turner fa rivivere il mito classico.

Un capitolo fondamentale della mostra è riservato al viaggio in Italia del 1819-20 – a Venezia, a Roma e Napoli – ai bellissimi acquerelli dai quali traspare l’incanto suscitato dalla luce abbagliante del Sud e dallo splendore delle architetture classiche. Questo secondo e più approfondito incontro con il nostro paese lasciò un’impronta indelebile nella pittura di Turner, che di qui in avanti, si accese delle calde atmosfere respirate in Italia.

Con il soggiorno romano del 1828-29 l’arte di Turner raggiunse l’apogeo. Nei grandiosi dipinti degli anni Trenta, che rievocano il fascino dell’Italia antica e moderna, i tratti pittorici divengono quasi astratti e il paesaggio e la luce sembrano fondersi assieme.

La mostra chiude con due spettacolari sezioni dedicate agli ultimi anni del maestro, quando il ricordo dell’Italia gli ispirò opere di sorprendente modernità: vedute di Venezia in cui la laguna si dissolve in sinfonie di luce e di colore e diafani paesaggi nei quali Turner sembra trasferire sulla tela il proprio universo interiore ed evocare un territorio immateriale senza confini.

(testo: depliant ufficiale Turner e l’Italia)

 

Informazioni utili:

 

Informazioni e Prenotazioni

tel/fax 0532 91219 – 339 8743857 - info@elisabettagulino.it

http://www.elisabettagulino.it

 

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Altre iniziative

Mostre a Ferrara Palazzo dei Diamanti

Morandi. L’arte dell’incisione, 5 aprile – 2 giugno 2009

Boldini nella Parigi degli Impressionisti, 20 settembre 2009 – 10 gennaio 2010

 

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Morandi. L'arte dell'incisione

5 aprile - 2 giugno 2009

Morandi è stato un superbo interprete dell’arte dell’incisione. A quasi vent’anni dalla più importante rassegna su Morandi incisore, Ferrara Arte, in collaborazione con il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, presenta una grande mostra dedicata a questo aspetto della sua arte.

(testo: depliant ufficiale Turner e l’Italia) 

 

Boldini nella Parigi degli Impressionisti

20 settembre 2009 - 10 gennaio 2010

"Si sta anche definendo il contenuto della grande rassegna del 2009. La scelta è caduta su un importante omaggio al genius loci, Giovanni Boldini, presentato nel momento del suo maggiore fulgore. Titolo della Mostra "Boldini nella Parigi degli Impressionisti" (Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 20 settembre 2009 - 10 gennaio 2010).

Il tema della rassegna è inedito e di grande interesse. Protagoniste saranno infatti le opere realizzate tra il 1871, anno del suo trasferimento nella capitale francese, e il 1886, anno dell’ultima mostra impressionista. Altra novità di rilievo è che, grazie alla collaborazione con lo Sterling & Francine Clark Art Institute di Williamstown, che ospiterà la rassegna dopo Ferrara, per la prima volta verrà presentata una grande mostra di Boldini in un museo americano di straordinario prestigio.

Saranno circa un centinaio le opere che, organizzate in sezioni tematiche, illustreranno i generi e i soggetti trattati da Boldini in questi anni di intensa sperimentazione: opere che certo devono molto agli incontri avuti con gli artisti che lavoravano a Parigi in quegli anni - in primo luogo, gli impressionisti Degas, Manet, Renoir, e poi i maestri più affermati e alla moda come Fortuny e Meissonier, o gli stranieri Whistler e Sargent - ma che sono soprattutto frutto di una straordinaria capacità di osservare, indagare e restituire, con uno stile via via sempre più personale e inconfondibile, la brulicante vita della ville lumière.

Il percorso della mostra inizierà con un breve prologo dedicato all’attività degli anni fiorentini, un’esperienza fondamentale per la formazione di Boldini. Si entra poi nel cuore della rassegna con i quadri di genere dei primi anni Settanta che fecero la fortuna del pittore fra i ricchi collezionisti del tempo soprattutto in America.

Seguirà un’ampia sezione dedicata alla rappresentazione della città moderna - con i suoi caffè, le vie affollate, le piazze dove passano veloci o sostano le carrozze e gli omnibus a cavalli - e quindi una selezione di opere che illustrano la sua personale interpretazione della pittura en plein air, con cui realizzò celebri paesaggi e marine nel nord della Francia. Al tema tutto boldiniano delle vedute d’atelier verrà dedicata una interessantissima sezione. Si analizzerà, infine, l’evoluzione del suo stile nel genere del ritratto, dalle effigi più intime che ritraggono amici e colleghi, a quelle ufficiali.

Il modo in cui l’artista, alla metà degli anni Ottanta, giunge ad esplorare quest’ampia gamma di temi e di generi rivela un’indipendenza stilistica sorprendente rispetto al panorama figurativo coevo e testimonia l’acquisizione di quella maniera che caratterizzerà lo stile della sua piena maturità. È proprio con opere di questa fase che si conclude il percorso espositivo, in particolare con alcuni tra i più celebri ritratti realizzati nell’ultimo decennio dell’Ottocento, momento in cui Boldini si afferma sul palcoscenico internazionale come uno dei più contesi pittori dell’alta società del vecchio e del nuovo continente."

(testo: sito web di studioesseci)

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Chi è Boldini che si trasferisce a Parigi nel 1871? Come evolve la sua personalità fino al 1886, il periodo aureo della rivoluzione impressionista? Cosa rimane di quella esperienza in seguito, quando divenne il più celebre ritrattista dell’alta società? A domande come queste vuole dare risposta questa mostra di cento capolavori provenienti da ogni parte del mondo, organizzata con il Clark Art Institute di Williamstown.

(testo: depliant ufficiale Turner e l’Italia) 

 

Itinerario tematico 1: Il ghetto ebraico di Ferrara

durata 1, 5 ore – fino a 20 persone - 80,00 euro

La storia di Ferrara è caratterizzata dall’importante ed incisiva presenza degli Estensi, che elessero la città a sede del proprio potere e vi tennero residenza per circa tre secoli e mezzo, fino al 1598 quando, esauritasi la linea di discendenza diretta maschile, essi furono costretti a lasciare la città.

I rapporti di favori, tolleranza e vantaggi, che per tutto quel tempo avevano favorito la presenza di ebrei nella capitale dello stato estense, comportò con la Devoluzione del territorio allo Stato Pontificio l’emigrazione di molti essi verso altre città – in primo luogo Modena - e nel 1627 l’istituzione del così detto ghetto, nel quale la comunità ebraica di origini italiana, sefardita e ashkenazita si vide costretta a vivere fino al 1859, momento in cui Ferrara entrò a far parte del Regno d’Italia.

Nel ripercorrere le medioevali vie Contrari, Mazzini - al cui n. 95 si trova la sede della comunità ebraica ferrarese, la sinagoga ed il Museo ebraico - Vignatagliata e Vittoria con piazzetta Lampronti di questa zona adiacente alla Cattedrale ed inserite nella tradizionale e storica zona mercantile e universitaria di Ferrara, la visita presenterà uno spaccato del passato storico della cultura, della vita quotidiana sociale ed economica, dell’architettura e dell’urbanistica di un’importante zona storica della città estense.

L’itinerario comprenderà alcune testimonianze architettoniche della presenza ebraica a Ferrara esterne al ghetto, individuabili nell’ex oratorio di S. Crispino, nella colonna lapidea che regge la statua del duca Borso d’Este, nella Saletta Estense.

Durante il percorso si ricorderanno alcuni ferraresi di origine ebraica, importanti protagonisti della storia, della cultura, dell’arte e della musica del ‘900, come l‘autore del romanzo I Giardini dei Finzi Contini Giorgio Bassani, l’architetto-urbanista Ciro Contini, il pittore Roberto Melli, lo scultore Arrigo Minerbi, il violinista Aldo Ferraresi.

La visita si concluderà con un accenno ai tragici fatti ricordati da Bassani in Una notte del ’43, l’eccidio che si consumò principalmente di fronte alla storica farmacia Navarra-Bragliani e ricordato con due lapidi poste nel muretto del fossato che circonda il Castello Estense. 

 

Itinerario tematico 2: San Cristoforo alla Certosa

durata 1, 5 ore – fino a 20 persone - 80,00 euro

La fondazione della Certosa di Ferrara nel 1452 si deve a Borso d’Este, futuro primo duca di Ferrara. Alla sua morte, il fratello e successore Ercole I optò per una nuova chiesa in un’area contigua, ma dai volumi e dai tratti più in linea con la grande opera di ampliamento della città allora in corso, l’addizione di Biagio Rossetti avvenuta a partire dal 1492.

Forti danni dovuti al disastroso terremoto che colpì la città estense nel 1570 comportarono una parziale ricostruzione del tempio. Successivamente, nel 1798, a causa delle disposizioni napoleoniche si ebbe la cacciata dei monaci dalla Certosa ed il 3 gennaio 1813, l’area nel frattempo adibita a nuovo cimitero della città accolse il suo primo defunto, l’agricoltore Giuseppe Cerchiari.

La conseguente funzione di chiesa cimiteriale comportò altri radicali cambiamenti del suo interno. Nel corso del tempo si ebbe un graduale degrado, al quale si aggiunsero i danni provocati da un pesante bombardamento che la città subì nel 1944. Riparati i danni, oggetto di ulteriori interventi di restauro e ripristino nel dopoguerra, la chiesa, di fatto, recentemente è stata sottoposta ad un rinnovato ma complessivo ed accurato restauro realizzato grazie all’importante interessamento anche economico-finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio. Fra il 2006 e il 2007 il tempio con i suoi arredi è stato restituito alla cittadinanza, così ricoprendo nuovamente la funzione di chiesa cimiteriale.

Oggi si accede all’edificio attraverso un portale del 1769 inserito in una facciata incompiuta. L’interno colpisce immediatamente per le sue dimensioni eccezionali, per la luce che la pervade e riverberata dalle pareti olivigne, così come per l’impianto architettonico ordinato, simmetrico ed omogeneo.

Nelle cappelle un ciclo pittorico con le storie di Cristo realizzato nel Cinquecento da Nicolò Roselli inserite in cornici e teche del contemporaneo Ercole Aviati caratterizzano i singoli altari dal paliotto in scagliola, mentre opere pittoriche di varie epoche decorano le rispettive rimanenti pareti laterali.

Nei due bracci del transetto sono tornate dopo una sofferta assenza durata oltre due secoli, due imponenti capolavori pittorici del Bastianino, posti in evidenza dalle coeve teche rappresentanti profeti e sibille. Nelle pareti lunghe dipinti seicenteschi con storie di certosini sottolineano e raccontano della vita di alcuni importanti rappresentanti dell’ordine di san Bruno.

Il presbiterio è occupato quasi per intero da un cinquecentesco ciborio ligneo di straordinaria fattura, nel quale in origine erano inseriti due piccoli dipinti su rame realizzati rispettivamente da Ludovico e da Agostino Carracci, ed ora esposti alla Pinacoteca Nazionale della città.

Il coro accoglie in fondo un’altra opera del Bastianino, rappresentante il santo titolare della chiesa, mentre per l’antico coro ligneo, assente, bisogna attendere il completamento oramai prossimo dei lavori di restauro.

Dei numerosi autori presenti si ricordano inoltre Nicolò Pisano, Ippolito Scarsella e Giacomo Parolini.

 

Elisabetta Concetta Gulino

Nata nel 1962, italo-svizzera bilingue italiano-tedesco, dopo la maturità scientifica ed i primi importanti soggiorni formativi all’estero (Inghilterra e Svizzera), si iscrive all’Università di Verona, dove nel 1990 consegue la laurea in lingue e letterature straniere con una tesi sperimentale in socio-linguistica elaborata in Germania nell’ambito del programma di scambi universitari Erasmus. Successivamente, presso lo stesso Ateneo, frequenta un corso di perfezionamento post-lauream in giornalismo economico ed un secondo in interpretazione consecutiva (tedesco e inglese).

Durante gli studi universitari matura significative esperienze lavorative nei settori commerciale, industriale e turistico.

Borse di studio universitarie ed impegni di studio e lavoro le permettono di visitare e trascorrere dei periodi all’estero, principalmente in Svizzera, Germania, Austria, Gran Bretagna, Francia e Spagna, ma anche in Polonia e Ungheria, dove ha modo di conoscere e confrontarsi con lingue, culture, tradizioni, religioni e sistemi socio-politico-economici differenti.

Gli hobby spaziano principalmente dall’architettura all’arte, all’artigianato, alla fotografia ed al design.

Dal 1995 vive a Ferrara.

Dal 1996 è guida turistica autorizzata di Ferrara e Provincia.

Dal 1997 è libera professionista indipendente.

Collabora con enti ed istituzioni pubblici e privati, con imprese, con istituti universitari, con associazioni culturali. I maggiori clienti sono agenzie di viaggi e tour operator italiani e stranieri.

Grazie alle iniziative culturali promosse dalla libreria Sognalibro di Ferrara propone visite guidate tematiche. E’ la principale ideatrice e promotrice delle visite guidate "scopri Ferrara", iniziativa che gestisce con altri colleghi. Per Segwayexperience è l’autrice dell’itinerario turistico di Ferrara e guida turistica di riferimento. E’ partner di Corriferrara per le visite guidate in occasione delle manifestazioni podistiche da essa organizzata.

Dal 1997, per favorire l’aggiornamento ed una maggiore professionalizzazione delle guide turistiche locali, promuove ed organizza incontri tematici di approfondimento specifici presso enti e consorzi pubblici e privati nonché realtà imprenditoriali.

Offre consulenza nell’elaborazione di itinerari turistici, di programmi speciali per operatori del settore e per eventi turistico-convegnistici.

 

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